Archivi del mese: gennaio 2010

I Manifesti PD per le regionali 2010

Ecco i 6×3 PD che da domani vedremo per le strade italiane.
Parlano tre testimonial. Tre i temi trattati: Impresa, Lavoro, Scuola.
Continua il tentativo della comunicazione PD di rinsaldare il difficile rapporto tra elettori e candidati; di riavvicinare i cittadini alla politica. Così Una mamma pretende più qualità per la scuola pubblica, una ragazza propone l’assegno di disoccupazione per i precari e un giovane imprenditore richiede agevolazioni fiscali e garanzie per il credito.

Il Pd risponde: “In poche parole, un’altra Italia.”

Nel complesso non v’è nulla di sbagliato nella comunicazione, ma l’effetto credo sia poco efficace. Il fumettato non rende più friendly il messaggio. La comunicazione punta a un target elevato. Le foto dei testimonial – un pò sulla falsa riga degli scatti di Oliviero Toscani – ritraggono dei visi a mio parere un pò alienanti e poco rassicuranti. Probabilmente l’effetto che si vuole rendere è proprio questo! Cittadini in difficoltà che VOGLIONO delle risposte.

Anche lo sfondo, diversamente da altri manifesti PD, non è bianco, bensì grigio. Gli abiti dei testimonial che s’intravedono, lasciano spazio a dei white collar. Colori freddi. I messaggi sono duri, gli stessi fumetti sono “spigolosi”. L’unica nota calda è il giallo della risposta PD.

Quindi…Se vuoi delle risposte, vota PD il 28 e il 29 marzo alle elezioni regionali. Ritorno a dire che il tone of voice del manifesto, resta troppo elitario. La main promise è quasi nascosta. E’ indiretta.

Perchè gli elettori dovrebbero credere alla “promessa” del PD? Dov’è la reason why? … E’ anche vero che questi manifesti devono essere complementari rispetto alle campagne dei candidati presidenti e consiglieri delle regioni. Sono loro che devono dare le risposte!

Resta un’inefficacia di fondo!

Marina Ripoli
 

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Emmatar

Valutazione del video “Emmatar”. Straordinaria scelta fatta dai Radicali:

  • punta su un film attualissimo e di grandissimo successo;
  • usa in maniera ottima un messaggio che si concentra sui valori, cercando quindi di emozionare l’elettore;
  • video serio ma che ha anche un pizzico, sano, di umorismo;
  • viene inquadrata la bandiera italiana, cercando anche qui di puntare su un valore solido e consolidato (per la stragrande maggioranza degli elettori italiani);
  • elenca tutte le battaglie vinte dai Radicali negli anni;
  • critica pesantemente Berlusconi ma in maniera sottile e implicita;
  • rappresenta la situazione italiana in maniera (quasi) drammatica e quindi cerca di comunicare l’urgenza e la necessità di cambiare questa situazione. In questo caso si vuole comunicare la grande attenzione che si dà agli elettori, unici possibili protagonisti per risolvere una, secondo loro, società disastrosa.

Giudizio positivo.

Complimenti sinceri a chi ha realizzato questo video

Luca Checola

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Per il Piemonte: la donna delle Istituzioni

Presidente della Regione Piemonte uscente, Mercedes Bresso, appare in questi giorni su manifesti bianco/rossi davvero incisivi. Rosso il colore del Centro-sinistra, Rosso il colore della passione (politica), ma Rosso soprattutto il colore del logo della Regione Piemonte. Candidatasi già nel 2009 per le regionali 2010, non ha atteso le dissertazioni del Pd e da sola si è rilanciata per affrontare nuovamente la sfida della presidenza.

Un’identità chiara e distintiva campeggia su manifesti, sito web, materiale grafico. Leadership ma allo stesso tempo inclusività (“Insieme si cresce”), forza ma anche femminilità, valori ed esperienza (“Passione Piemonte”; “Piemontesi di valore”; vd. logo Regione Piemonte), ma anche voglia di cambiamento (“Per cambiare il futuro”). Emerge un vero studio del candidate concept, il vero “prodotto” è Lei! Si punta sulla sua personalità e sulla sua figura istituzionale.

Gli slogan sono quindi coerenti con il candidate concept, supportati da un’attenta scelta del font utilizzato. Interessante l’uso del bastonato in corsivo richiamato dalle forme rosse rettangolari tagliate trasversalmente. Parole chiave: incisività e movimento. Si rispecchiano l’immagine forte della candidata e una forte proiezione verso il futuro. C’è concretezza e evidente volontà di vincere (genera effetto band wagoning)!

Ottimo il sito web. Ricco, interattivo, collegato a twitter, facebook, è rosso…

Rosso… il colore della vittoria?

Marina Ripoli

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Campagna Elettorale di Filippo Penati

Anche oggi continuo con l’analisi del manifesto di Penati. Valutando in modo ancora più preciso penso che emergano altri contraddizioni ed errori. Penati con questo simbolo, oltre ad essere poco chiaro, come già detto ieri, fa emergere diverse contraddizioni:
1) il tema automobilistico d’alta gamma (sei marce), che di per sé sottolinea la disattenzione di Penati per le tematiche ambientali, le sue (inutili) strizzate d’occhio alla destra dei SUV , che difficilmente lo voteranno, il rifiuto netto di ogni ipotesi di collaborazione con sinistra e verdi.
2) la realizzazione, casereccia e scadente, con l’ipotetica marcia in più (sarebbe Penati) collocata dove a logica dovrebbe esserci la retromarcia (ma è chiaro che i grafici genuflessi non avrebbero mai messo Penati nel posto giusto, in basso, sotto la quinta). Freudiano? Forse. Fatto sta che un’auto con un selettore del cambio come quello è destinata a schiantarsi alla prima curva per una scalata “sesta-retro”.
3) Lo slogan “è tempo di cambiare” è poco efficace, visto che il PD presenta Penati come cambiamento. Penati dà l’impressione di essere il cambiamento in quanto ha già avuto cariche elettive (Presidente di Provincia). Per i cittadini lombardi Penati non rappresenta il “cambiamento” più di quanto lo rappresenti Formigoni. Questa poteva essere una buona strategia nel caso in cui ci fosse stata davvero una persona “nuova”.
Dopo queste riflessioni ed analisi mi chiedo: “Ma quali sono i valori che il PD vuole mettere in campo?” E ancora: “Perché un elettore dovrebbe votare PD e non Formigoni?” Solo per un cambiamento…onestamente mi sembra un po’ pochino.
Luca Checola

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Analisi Campagna Elettorale Regionali 2010

Regionali 2010, Lombardia. Da oggi, per tutta la durata della campagna elettorale, cercherò di analizzare professionalmente la campagna elettorale di Penati e Formigoni per la presidenza del Consiglio Regionale della Lombardia.
Inizio analizzando il manifesto elettorale che da qualche giorni si vede per le vie di Milano: “LOMBARDIA 2010: E’ TEMPO DI CAMBIARE. PD CON PENATI”. Bisogna per prima cosa dire che, per ora manifesti di Formigoni o comunque del PDL a Milano non se ne vedono: questo potrebbe significare che tra i due candidati colui che maggiormente si deve far conoscere è Penati.
Ora, osservando attentamente il manifesto prima citato e riportato anche qui sopra, penso che sia poco efficace a livello comunicativo. E’ buono lo slogan: cercare di convincere i lombardi che dopo 15 anni con lo stesso Presidente è ora di cambiare, appunto come viene ripreso dallo slogan penso sia efficace, ma penso anche che sia poco comprensibile rifarsi all’immagine decisa per rafforzare il concetto: il cambio della marcia delle automobili. Questi sono cartelloni che, soprattutto a Milano, si leggono poco e molto velocemente, quindi le persone potrebbero non capire immediatamente. Interessante inoltre capire perchè il PD non voglia puntare sul candidato Penati (non appare infatti la sua immagine) pur essendo un candidato forte e tanto meno perchè hanno deciso di non puntare sul proprio simbolo: questo potrebbe essere sensato per le difficoltà del partito stesso. Concludendo penso che si possa puntare di più sul candidato Penati. Giusto puntare poco sul partito. Sarebbe molto giusto infine puntare sul cambiamento ma cercando di trovare un immagine più facile da capire.
Luca Checola

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