Cronache lucane: De Filippo, Pagliuca…e Magdi Allam

In Basilicata si ricandida il presidente uscente, Vito De Filippo, appoggiato da Partito Democratico, Unione di centro, Alleanza per l’Italia e Italia dei Valori. Nel 2005 De Filippo è stato il Governatore più votato del Paese con il 67% dei consensi. Oggi si presenta con il pay off “L’innovazione continua” e una serie di headline e claim caratterizzati da una funzione conativa molto spiccata: “VOI. La Basilicata. Il Futuro.” oppure “Sarete più forti”, “Sarete più felici”. Una campagna, quindi, che mette al centro il destinatario (il popolo lucano) e non nasconde la tendenza del messaggio ad avere degli effetti extralinguistici sull’utente, effetti cioè che non si limitano alla pura comprensione linguistica, ma rivestono una funzione persuasiva poiché si cerca di influire sul destinatario scaturendo una reazione: “Se mi votate, sarete felici”. Non vi è quindi una logica inclusiva, ma c’è un “IO” (il governatore uscente) e un “VOI” (i lucani), lo stato e il popolo. Un rapporto dialettico che rispecchia le politiche di welfare promosse dalla sinistra lucana, politiche ritenute dagli avversari politici più vicine a forme di assistenzialismo che a modelli evoluti di welfare society.

Nei manifesti del candidato di centrodestra (Popolo della libertà, Mia, Mpa, Basilicata per Pagliuca), Nicola Pagliuca, l’opposizione è forte. “Da 5 anni in Basilicata una famiglia su tre è povera”, “Coalizione inaffidabile, 4 giunte in 5 anni”, “In Basilicata il più alto tasso di emigrazione sanitarie”. Queste sono solo tre delle headline di accusa che la coalizione destrorsa muove al centrosinistra e lo fa ponendole su di un fondo rosso, scritte con un lettering chiaro ed incisivo. La parte visual del manifesto, invece, è tutta concentrata nel simbolico strappo (da destra verso sinistra) che dà su un cielo azzurro (tipicamente pidiellino) avvertendo che “È ora di scegliere PAGLIUCA presidente”.

Anche il materiale di propaganda di De Filippo mostra uno strappo (da sinistra verso destra) che da un fondo bianco fa emergere un sottofondo rosso con lo slogan della campagna. Sarà un caso?

Dal punto di vista del programma, entrambi i candidati mettono al primo posto il lavoro, come ovviamente fa il candidato del Partito comunista dei lavoratori, Florenzo Doino, che si pone come alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra.

Un’altra candidatura né di destra né di sinistra è quella di Magdi Cristiano Allam, il deputato europeo (PPE), fondatore del Movimento “Io amo l’Italia” che si presenta con la Lista io amo la Lucania (che dà il nome anche alla campagna e al sito internet) e Io Sud. Una candidatura “Per il cambiamento”: così recitano i suoi manifesti. Il noto giornalista, che ha abbandonato la fede islamica e si è convertito al cristianesimo nel 2008, ha dichiarato di essersi candidato alla presidenza della Basilicata «perché per me la Lucania è la regione più bella e i lucani sono il popolo più genuino d’Italia». Una regione che Magdi ha quindi scelto come patria e che per questo vuole “salvare” dalla inadeguatezza della sua classe politica, tacciando la destra di connivenza con una dirigenza preoccupata esclusivamente del proprio tornaconto personale e criticando la sinistra per la sua amministrazione fallimentare. Magdi sceglie perciò la logica inclusiva del “Noi” e sceglie di aprire il suo sito con un “Vogliamoci Bene. Votiamo tutti insieme” e con la semplicità di un video elettorale fumettato per creare quel legame e quel radicamento che con questa terra in realtà non ha.

Lo scenario descritto fa prospettare un secondo mandato per De Filippo, dovuto soprattutto all’ampia coalizione che lo sostiene e che comprende anche l’Udc. Ciò non toglie che ci sarà probabilmente un buon risultato da parte del centrodestra, ma sarà più curioso conoscere il risultato di Magdi Cristiano Allam.

Marina Ripoli

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