Il consulente politico: prima di tutto un Professionista!

Quanto sarebbe utile se anche in Italia si sviluppasse davvero una seria cultura della “consulenza politica”?

Questa settimana mi sono voluto dedicare alla mia più grande passione per contribuire, nel mio piccolo, al suo sviluppo.

Spesso purtroppo tante, forse troppe, persone non sanno che cosa sia realmente la professione del consulente politico ed è per questo che la cosa più importante da fare è spiegare nella maniera più precisa il suo significato.

Innanzitutto parto dal concetto di consulenza: con questo termine si intende la prestazione professionale di un consulente, una persona che, avendo esperienza e pratica in una materia specifica, consiglia e assiste il proprio cliente nello svolgimento di atti, fornisce informazioni e pareri. Compito del consulente è quindi, una volta acquisiti gli elementi che il cliente possiede già, di aggiungervi quei fattori della sua competenza, conoscenza e professionalità che possono promuoverne sviluppi nel senso desiderato; in tale contesto è sostanziale il rapporto di fiducia tra il committente e chi fornisce consulenza. Tale fiducia può fondarsi su un rapporto consolidato, sulla notorietà del consulente o sui titoli accademici e professionali che egli possiede.

Andando ora nello specifico della consulenza politica, è importante sottolineare che essa è quella attività di un soggetto o di un’organizzazione – di norma indipendente – che ha il mandato di interpretare e valutare le condizioni del contesto politico e in tale ruolo analizza, progetta e gestisce l’offerta politica di chi intende candidarsi all’opinione pubblica. Il consulente politico aiuta il suo assistito ad acquisire vantaggi competitivi nei contenuti, nell’organizzazione, nella relazione di consenso con l’elettorato e nella comunicazione, per il fine di distinguersi e posizionarsi in modo ottimale rispetto ai competitori. Come afferma quindi Marco Cacciotto nel suo libro, “All’ombra del potere. Strategia per il consenso e consulenti politici”: «Il ruolo del consulente non è semplicemente quello di scrivere i testi del depliant o di realizzare un bel manifesto, ma di fornire un supporto strategico alla campagna elettorale: analizzare il contesto competitivo, costruire un profilo di identità del candidato, individuare il messaggio e i target della campagna elettorale, scegliere i mezzi più adatti, preparare il candidato alle scadenze più importanti della campagna elettorale. (…) Il ruolo dei consulenti è quello di riconnettere la politica con i cittadini, innovarne il linguaggio, utilizzare al meglio gli strumenti a disposizione.

Da come si evince da queste definizioni, il consulente è prima di tutto un professionista e in secondo luogo può davvero risultare determinante per la vittoria di un candidato.

La difficoltà nel nostro Paese quindi, oltre a quella di far comprendere realmente le potenzialità di questa figura, è quella di far capire la reale differenza tra un professionista e un ciarlatano. È questa la sfida più difficile ma anche più importante. Solo così penso si potrà sviluppare anche in Italia una vera cultura della consulenza politica basata sulla professionalità ed esperienza.

Magari non si arriverà mai al livello degli Stati Uniti… ma almeno ci potremo avvicinare molto!

Luca Checola

 

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