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Tutti gli uomini del Presidente

Quale effetto avrà sul Governo la crisi giudiziaria che si sta abbattendo sull’entourage berlusconiano? In che termini può danneggiare il consenso del premier la crisi politica che sta minando il partito pidiellino?

Qualsiasi saranno le ricadute, è bene descrivere lo scenario che circonda il Premier. Noi lo facciamo proponendovi un panorama di alcuni degli uomini che lo attorniano, figure determinanti per il futuro del suo Governo. 

Sono tante, infatti, le personalità i cui nomi sono legati alla figura di Berlusconi e con le quali quest’ultimo è in relazione per  rapporti politici, personali, per amicizia, inimicizia.

Ecco la mappa degli “uomini del Presidente”.

Marcello Dell’Utri. Il super indagato e condannato a 7 anni per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. É uomo di Berlusconi dagli anni Settanta, suo stretto collaboratore in Publitalia, Fininvest/Mediaset e cofondatore di Forza Italia. È senatore per il PDL e oggi è iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete. “L’Amico degli amici” come lo apostrofa Marco Travaglio.

Nicola Cosentino. Neo dimissionario Sottosegretario di Stato all’Economia e coordinatore regionale de Il Popolo della Libertà in Campania. Accusato di Concorso esterno in associazione cammoristica e coinvolto nell’inchiesta sul tentativo di screditare, attraverso falsi dossier, la figura di Stefano Caldoro, attuale Governatore della Regione. Cosentino è indagato, insieme a Marcello Dell’Utri per associazione a delinquere e violazione della legge Anselmi che vieta la costituzione di società segrete.

Guido Bertolaso. L’uomo strategico della Protezione civile, l’uomo delle Emergenze e dei Grandi Eventi. Sempre fortemente voluto da Berlusconi, anche dopo lo scandalo del G8 che lo ha visto coinvolto tra scambi di favori, appalti e massaggi.

Claudio Scajola. L’inconsapevole ex Ministro dello Sviluppo Economico, ex democristiano e probabilmente futuro ex proprietario di un bellissimo appartamento che affaccia sul Colosseo, se sarà accertato che le fatture da decine di migliaia di euro per la ristrutturazione dell’appartamento furono emesse a carico del Sisde e pagate con i soldi destinati al rifacimento della nuova sede degli 007 in piazza Zama, a Roma.

Denis Verdini. Il super coordinatore del PDL, ha guidato la fusione con AN ed è stato un forzista della prima ora. Invischiato in numerosissime inchieste: dagli appalti per il G8 ai condizionamenti esercitati sui giudici della Consulta per la questione del lodo Alfano, dalla vicenda dei falsi dossier da utilizzare nelle lotte di potere interne al Popolo delle Libertà all’inchiesta sull’eolico.

Gianni Letta. L’eminenza grigia. L’unico uomo in politica che riesce a guidare e consigliare Berlusconi già dai tempi di Forza Italia. È Sottosegretario al Consiglio dei Ministri e come lui stesso ama precisare non si considera un uomo politico.

Angelino Alfano. È il Ministro della Giustizia che ha dato il nome al famoso “Lodo”, poi dichiarato incostituzionale. Ad oggi è alle prese con il complesso DDL Intercettazioni, tanto agognato da Berlusconi, ma combattuto da Fini nelle impostazioni e nella struttura.

Gianfranco Fini. Il nemico numero uno. L’opposizione “fatta in casa”. Presidente della Camera e cofondatore del PDL, è una delle cause principali dei problemi del Premier. Colui che ha intaccato l’aurea di assolutismo che caratterizza il potere di Berlusconi, colui che corrode dall’interno il partito di maggioranza manifestando dissenso e disappunto per le azioni del Presidente del Consiglio.

Aldo Brancher. L’uomo che ha sempre intrattenuto i rapporti con la Lega. Accusato per la vicenda Antonveneta-BNL, si dimette da Ministro senza portafoglio per la Sussidiarietà e il Decentramento, dopo aver cercato di approfittare della sua carica per sfuggire al processo.

Giulio Tremonti. Il Ministro dell’Economia dalla ‘R’ moscia. Autore dell’aspra manovra economica, è l’uomo tanto caro alla Lega e in particolare al Senatùr, che ben lo vedrebbe a capo di un governo tecnico. 

Umberto Bossi. L’uomo del Federalismo,  il fondatore della Lega, il grande alleato di Berlusconi ma anche colui che lo tiene in “ostaggio”. Sopravvissuto a un ictus… Lui “ce l’ha duro”! Tesse le fila di una ragnatela verde che si estende nei territori e nelle istituzioni; spopola in Padania e con le elezioni Regionali tenta di invadere anche le regioni centrali.

Bruno Vespa. L’uomo di Porta a Porta. Il giornalista. Lo scrittore. E da un po’ anche l’organizzatore di cene riconciliatrici. Sulla sua terrazza in Trinità dei Monti dà vita a un bel salotto dove Berlusconi incontra la sua “vecchia fiamma”…Pier Ferdinando Casini.

Pier Ferdinando Casini. Il Delfino. L’uomo del Centro, della politica dei due forni e della bandiera ricucita delle ultime elezioni regionali. Colui che si fregia ancora dello scudo crociato, ne fa una missione e punta al Terzo Polo. È stato infatti alleato di Berlusconi per anni, ma non ha aderito al progetto del PDL e ora pensa all’alternativa… sempre che Silvio non lo alletti con le sue proposte!

Marina Ripoli

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Ottimismo, realismo o pessimismo?

È ormai da diverse settimane che mi dedico alla grave situazione economica mondiale. In questo articolo inoltre mi sono voluto concentrare sulla comunicazione da utilizzare in una situazione del genere.

È meglio come dice il premier italiano Silvio Berlusconi e tutto il centro-destra continuare a divulgare comunque vada ottimismo, cercare di essere invece più realisti o ancora essere assolutamente pessimisti per cercare di guadagnare una manciata di voti?

Come si sa è difficile comportarsi in modo etico in politica, anche se andrebbe assolutamente fatto, quindi cerco di capire quale può essere l’atteggiamento migliore per guadagnare, laddove fosse possibile, o almeno non perdere troppo.

Ovviamente per prima cosa è opportuno capire da che parte ci si colloca: se infatti partiamo dalla situazione del Governo è evidente che non si può assumere un atteggiamento pessimista, genererebbe solo tanta confusione nei cittadini e malumore proprio nei confronti di chi verrebbe visto come colpevole. Allo stesso modo però un comportamento troppo ottimista penso che alla lunga possa dimostrarsi poco produttivo, soprattutto in una situazione davvero pericolosa. Le parole e quindi le rassicurazioni sono molto importanti ma se i cittadini poi vedono invece con i proprio occhi una situazione diversa può indispettire molto. Penso quindi che l’atteggiamento può produttivo sia senza dubbio cercare di essere il più possibile veritieri, sottolineando che la crisi è internazionale e quindi che proprio il governo non ha nessun tipo di responsabilità. Si cercherà quindi di spiegare che sarà necessario un sacrificio da parte di tutti per cercare di limitare i danni e che si inizierà da chi è più benestante: insomma bisognerà convincere tutti (o quasi) i cittadini che ci vorrà davvero una grande unità nazionale. Questo atteggiamento penso possa risultare positivo per due importanti motivi:

  1. Si possono ottenere grandi sacrifici dai cittadini con pochi malumori;
  2. se si arriverà al 2013 con una situazione migliore di quella attuale il governo avrà in termini elettorali enormi benefici.

Per quel che concerne l’opposizione, penso sia opportuno che si concentrino più sul comunicare i loro vari progetti, idee, proposte per uscire il prima possibile e con pochi danni dalla crisi rispetto invece che commentare la gravità della crisi stessa.

Inoltre penso sia importante dimostrare la massima collaborazione possibile nei confronti della maggioranza, così da risultare ai cittadini partiti seri che non cercano di “approfittarne” ma soltanto di studiare le salutazioni migliori per il bene di tutti. Certo che il ruolo della minoranza è anche quello di opporsi alle iniziative della maggioranza che si ritengono essere sbagliate, ma in una situazione come questa la priorità è uscire dalla crisi, cercando evidentemente di dimostrare che il merito non è solo del governo.

Detto tutto questo penso che la cosa più importante è che la classe politica italiana cerchi di mettere in campo le iniziative che davvero si pensano essere le migliori per risolvere una situazione davvero difficile.

Luca Checola

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