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Primarie USA: vincono le donne!

L’8 giugno 2010 è stato un giorno molto importante per le future candidate al Senato degli Stati Uniti. In ben 11 stati americani si è infatti votato per rinnovare la camera del Senato (vd. mappa del voto sul New York Times).

Dopo la vittoria di Obama, l’ondata al femminile di questo “Big Tuesday” è il secondo segnale di rinnovamento che viene dalle urne americane. I votanti hanno scelto donne in gamba, grintose, donne in carriera, di successo. È questo il dato più interessante di questa tornata elettorale, che non ha registrato né una disfatta degli incumbment, né un’avanzata travolgente del Tea Party.

In California hanno vinto due repubblicane: Meg Whitman, ex amministratore delegato di eBay sarà candidata per sostituire l’uscente governatore Arnold Schwarzenegger, mentre Carly Fiorina, ex dirigente di Hewlett-Packard correrà per il Senato contro la democratica Barbara Boxer.

In Arkansas la senatrice democratica moderata, Blanche Lincoln, ha battuto a sorpresa il candidato sostenuto dai sindacati e dalle associazioni ambientaliste, Bill Halter. La vittoria non era affatto scontata dopo la disfatta di Ariel Specter in Pennsylvania. Nonostante l’appoggio di Obama e di Clinton si temeva la sconfitta a causa del malcontento che circola contro l’establishment di Washington.

In Nevada, infatti, non sarà una passeggiata per il leader della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid. Il Senatore non gode di una buona popolarità in questo periodo, mentre la conservatrice ed ex insegnante,Sharron Angle, sostenuta dal Tea Party, vince le primarie e si prepara per il Midterm pregusta la possibilità di conquistare la poltrona di governatore.

In South Caroline, la bella repubblicana di origini indiane sikh, Nikki Haley, riesce a sbaragliare gli avversari interni grazie all’appoggio del Tea Party e di Sarah Palin. Nonostante la minaccia dello scandalo sessuale, la notizia del doppio adulterio ha fatto piuttosto bene al suo bagaglio di consensi e indenne si presenterà al ballottaggio del 22 giugno. Solo per un soffio, infatti, non supera il 50% dei voti per poter conquistare subito la candidatura al posto di governatore.

Dopo le primarie per il Senato e quelle tenute per la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, si attendono dunque le elezioni di medio-termine di novembre. Un banco di prova importante per Obama, contando che al momento i democratici dispongono di 59 seggi al Senato, compresi due indipendenti, e hanno una maggioranza di 40 seggi alla Camera dei Rappresentanti. Di certo i democratici, ma soprattutto gli stessi repubblicani, dovranno stare attenti alle ‘Grizzlies moms’, le donne della Polin (ben quattro).

Intanto le quote rosa del globo impegnate in politica gioiscono per la vittoria bipartisan delle donne nella politica americana.

Marina Ripoli

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1 Commento

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Uk: Women & Politics

Chi sono le donne delle Elezioni inglesi 2010?

Di certo non le candidate di tutti e tre i partiti, che sono state marginalizzate e messe in ombra a causa della personalizzazione delle campagne elettorali degli aspiranti premier. I candidati hanno preferito pensare alla propria immagine apparendo accanto alle consorti e contando su di loro per la comunicazione della visione della donna e della famiglia di cui sono portatrici.

Che effetto ha questa strategia sul voto al femminile? Sicuramente negativo, visto che le donne inglesi denunciano la mancanza di un partito che si faccia interprete delle loro esigenze e delle loro idee.

Penalizzato in questo senso anche il Labour party che dal 1997 alle elezioni del 2005 ha perso circa il 25% delle preferenze femminili.

Marina Ripoli

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