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Emergenza liste: la comunicazione in situazioni di crisi

Per prima cosa è importante sottolineare che non sempre un’emergenza si trasforma in crisi, ma quando questa si manifesta, l’intera Società é in pericolo. La situazione di crisi si ha, quindi, quando sono in gioco la reputazione, l’immagine, la notorietà dell’Impresa e dei suoi prodotti. La crisi inizia a divenire oggettivamente tangibile quando l’evento critico – di qualunque natura sia – rischia di diventare o è diventato di pubblico dominio. Il concetto di emergenza è legato a due fattori chiave:

  • quando si manifesta un avvenimento che abbia caratteristiche di imprevedibilità;
  • quando l’avvenimento rappresenta o porta con sè elementi di pericolosità rispetto agli scopi, all’attività e alla vita quotidiana dell’impresa.

Un’opportuna attività di analisi e d’identificazione dei rischi, attraverso la costruzione di una scala di priorità che consenta di valutare le più probabili o possibili e le più negative e gravi, porta ad una soluzione immediata del problema. La comunicazione di crisi deve essere un processo interattivo di scambio che non può limitarsi a diffondere una corretta informazione sul rischio ma creare un rapporto di fiducia e di colloquio fra chi il rischio deve gestirlo e chi vi è esposto. L’obiettivo di un programma efficace di comunicazione sul rischio non può essere manipolato, ma deve mirare ad una consapevole e obiettiva decisione da parte delle persone coinvolte. Differenti obiettivi, interlocutori e media, richiedono differenti strategie di comunicazione:

  • occorre stabilire obiettivi di comunicazione chiari, espliciti e precisi.
  • analizzare le informazioni disponibili sul rischio e valutarne i punti di forza e le aree di debolezza.
  • selezionare dei portavoce che sappiano spiegare e coinvolgere.

Fiducia e credibilità sono gli elementi fondamentali di un programma di comunicazione di crisi ed è necessario assumere un atteggiamento che consenta di raggiungerle e mantenerle. Ammettere gli errori senza minimizzare o esagerare. Avanzare ipotesi solo con grande cautela. Una parte importante sulla comunicazione di crisi deve essere dedicata al coordinamento delle varie fonti d’informazione creando alleanze e rapporti con quelle ritenute credibili, e arruolando dei portavoce esterni.

Il nocciolo della comunicazione di crisi si racchiude in un unico obiettivo: creare fiducia. I suoi tre elementi fondamentali devono essere:

  1. considerare l’aspetto emotivo;
  2. condividere le preoccupazioni del pubblico;
  3. mostrare impegno ad affrontare e gestire il problema.

Entrando ora nel merito della questione lombarda ho trovato interessante analizzare le prime dichiarazioni ufficiali di Filippo Penati e Roberto Formigoni appena appresa la notizia dell’esclusione della “Lista per la Lombardia”.

Roberto Formigoni: http://www.youtube.com/robertoformigoni#p/u/6/peep-47Db8A

“Non ci sono problemi perché tutte le firme che abbiamo presentato sono valide (a questo punto mostra il pacchetto di firme che hanno raccolto) (…) posso dire che le opposizioni che si sono sbizzarrite in insulti e sarcasmi vari se le ingoieranno tutte”.

 

Filippo Penati: http://www.penatipresidente.it/

“Intanto partiamo che c’era il ricorso anche contro la mia lista e che è stato superato perché prudentemente abbiamo presentato un numero molto più ampio di quelle richieste (…) dico che la legge è uguale per tutti, tra l’altro io ho qui e poi lo distribuirò un progetto di legge, primo firmatario Valentini (capogruppo PdL al Consiglio Regionale della Lombardia) in cui all’art. 4 si prevedeva che non si dovessero più presentare le firme per quelle liste già rappresentate o al Parlamento Nazionale o al Consiglio Regionale o al Parlamento Europeo; se quella legge fosse stata approvata oggi non saremmo in questa situazione (…) io credo che i giudici debbano poter approfondire e noi vigileremo che le regole valgano per tutti.

Da come si evince Roberto Formigoni utilizza un linguaggio diretto, preciso, chiaro senza tentennamenti che possano provocare incertezza negli elettori. Si cerca di rimarcare con forza che da parte loro tutto è stato fatto alla perfezione e che la situazione si concluderà positivamente per loro. Interessante la chiusura dello stesso Formigoni in cui afferma “posso dire che le opposizioni che si sono sbizzarrite in insulti e sarcasmi vari se le ingoieranno tutte”: forse in questo caso è stato troppo forte, usando un linguaggio e un atteggiamento di attacco, giusto quando si è in difficoltà, ma che probabilmente dimostra un po’ troppo nervosismo”.

Dal canto suo Filippo Penati dimostra di essere tranquillo, infatti appare sereno, sorridendo e sdrammatizzando in alcuni passaggi; è allo stesso tempo però diretto e duro con chi ha sbagliato puntualizzando in prima battuta che è stato presentato un ricorso anche contro di lui che non è andato a buon fine: questo probabilmente per dimostrare che non esiste nessun “accanimento” contro una specifica parte politica. In secondo luogo sottolinea le responsabilità dell’attuale maggioranza che non ha deciso di cambiare legge, e in chiusura ha affermato che lui e la sua coalizione vigilerà al fine che tutto venga svolto nel rispetto delle legge e che queste valgano per tutti”.

Luca Checola

RASSEGNA STAMPA

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Intervista Doppia “IENE”

Mercoledì 10 febbraio 2010 su Italia uno le iene hanno trasmesso un’inedita “intervista doppia”. I due protagonisti sono stati: Filippo Penati (candidato del centro-sinistra per la Presidenza della Regione Lombardia) e Roberto Formigoni (candidato del centro-destra per la Presidenza della Regione Lombardia). L’intervista, come era facile immaginare, è stata visto molto, soprattutto su you tube; mi è sembrato quindi opportuno cercare di svolgere una mia umilissima analisi.

L’intervista è durata 5 minuti e 36 secondi e sono state poste molte domande. Le più interessanti, a mio avviso, sono state:

  • La prima telefonata che fai per comunicare l’esito delle elezioni?
  • Quanto scommetti su Renata Polverini/Emma Bonino?
  • Quanto scommetti su Roberto Cota/Mercedes Bresso?
  • Quanto scommetti su Rocco Palese/Niki Vendola?
  • Quanto scommetti su Filippo Penati/Roberto Formigoni?
  • Facci vedere come dici che hai vinto?
  • Cosa pensi della situazione Berlusconi-trans?
  • Dagli un consiglio?

Ovviamente tutte le domande sono state opportune e centrate, ma penso che in queste sia uscito maggiormente il “come” entrambi i candidati hanno voluto impostare questa intervista.

Dalle risposte infatti, emerge un Filippo Penati più “uomo-comune” che si cala perfettamente nella parte della trasmissione, molto ironica, ma ovviamente che tratta anche tematiche molto serie. Roberto Formigoni sembra invece prendere troppo sul serio questa intervista, facendo invece emergere una persona troppo poco ironica. Ottima, la risposta di Penati in merito a chi telefoneresti se vincessi: “Ai miei figli!”. Ancora una volta c’è la dimostrazione di “uomo-comune” molto attento alle tematiche della famiglia. Forse un po’ troppo professionale quella di Formigoni: “A Silvio Berlusconi”. L’ironia di Penati viene dimostrata anche dalla risposta alla domanda che cosa diresti se vincessi: “Non ci credevate neanche voi”. Un po’ troppo “spavalda” (forse perché i sondaggi sono assolutamente dalla sua parte” quella di Formigoni: “Ovviamente ce l’abbiamo fatta”. Mezzo punticino in meno a Penati, invece, in merito alla risposta su Berlusconi-trans: “È sotto gli occhi di tutti”. Poteva essere un po’ più pungente!

In generale forse meglio Penati sulla lunghezza delle risposte: lui infatti risulta molto rapido e con battute molto brevi. Formigoni forse un po’ troppo discorsivo in alcune risposte. Meglio Penati alla lunga perché riesce a trovare il tempo per ridere quando l’intervista lo richiede e diventare serio in caso contrario. Forse Formigoni poteva accennare qualche sorriso in più.

Ottimo il voto per entrambi sulla scelta del vestiario. Scuro per entrambi e non troppo serio: giusto cocktail per il tipo di trasmissione.

In conclusione penso che sia stata molto divertente e con buoni spunti comunicativi. Il voto finale è: Filippo Penati 8 ½ e Roberto Formigoni 7.

 

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Campagna Elettorale di Filippo Penati

Anche oggi continuo con l’analisi del manifesto di Penati. Valutando in modo ancora più preciso penso che emergano altri contraddizioni ed errori. Penati con questo simbolo, oltre ad essere poco chiaro, come già detto ieri, fa emergere diverse contraddizioni:
1) il tema automobilistico d’alta gamma (sei marce), che di per sé sottolinea la disattenzione di Penati per le tematiche ambientali, le sue (inutili) strizzate d’occhio alla destra dei SUV , che difficilmente lo voteranno, il rifiuto netto di ogni ipotesi di collaborazione con sinistra e verdi.
2) la realizzazione, casereccia e scadente, con l’ipotetica marcia in più (sarebbe Penati) collocata dove a logica dovrebbe esserci la retromarcia (ma è chiaro che i grafici genuflessi non avrebbero mai messo Penati nel posto giusto, in basso, sotto la quinta). Freudiano? Forse. Fatto sta che un’auto con un selettore del cambio come quello è destinata a schiantarsi alla prima curva per una scalata “sesta-retro”.
3) Lo slogan “è tempo di cambiare” è poco efficace, visto che il PD presenta Penati come cambiamento. Penati dà l’impressione di essere il cambiamento in quanto ha già avuto cariche elettive (Presidente di Provincia). Per i cittadini lombardi Penati non rappresenta il “cambiamento” più di quanto lo rappresenti Formigoni. Questa poteva essere una buona strategia nel caso in cui ci fosse stata davvero una persona “nuova”.
Dopo queste riflessioni ed analisi mi chiedo: “Ma quali sono i valori che il PD vuole mettere in campo?” E ancora: “Perché un elettore dovrebbe votare PD e non Formigoni?” Solo per un cambiamento…onestamente mi sembra un po’ pochino.
Luca Checola

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Analisi Campagna Elettorale Regionali 2010

Regionali 2010, Lombardia. Da oggi, per tutta la durata della campagna elettorale, cercherò di analizzare professionalmente la campagna elettorale di Penati e Formigoni per la presidenza del Consiglio Regionale della Lombardia.
Inizio analizzando il manifesto elettorale che da qualche giorni si vede per le vie di Milano: “LOMBARDIA 2010: E’ TEMPO DI CAMBIARE. PD CON PENATI”. Bisogna per prima cosa dire che, per ora manifesti di Formigoni o comunque del PDL a Milano non se ne vedono: questo potrebbe significare che tra i due candidati colui che maggiormente si deve far conoscere è Penati.
Ora, osservando attentamente il manifesto prima citato e riportato anche qui sopra, penso che sia poco efficace a livello comunicativo. E’ buono lo slogan: cercare di convincere i lombardi che dopo 15 anni con lo stesso Presidente è ora di cambiare, appunto come viene ripreso dallo slogan penso sia efficace, ma penso anche che sia poco comprensibile rifarsi all’immagine decisa per rafforzare il concetto: il cambio della marcia delle automobili. Questi sono cartelloni che, soprattutto a Milano, si leggono poco e molto velocemente, quindi le persone potrebbero non capire immediatamente. Interessante inoltre capire perchè il PD non voglia puntare sul candidato Penati (non appare infatti la sua immagine) pur essendo un candidato forte e tanto meno perchè hanno deciso di non puntare sul proprio simbolo: questo potrebbe essere sensato per le difficoltà del partito stesso. Concludendo penso che si possa puntare di più sul candidato Penati. Giusto puntare poco sul partito. Sarebbe molto giusto infine puntare sul cambiamento ma cercando di trovare un immagine più facile da capire.
Luca Checola

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